Uso solo parole che conoscete.
Senza colori e forme,
perché son fatte con il viso e l’agire.
Non interpretate.
Le parole sono il tratto dell’agire,
quello che va su un percorso vasto,
come un segno di matita su un foglio bianco.
Forse,
sono come una sorgente di montagna,
scende e coglie il sale
dalle pietre
dai fiori che l’hanno osservato.
Perciò ho sapore.
Forse,
la mia acqua ha un sapore che non vi piace.
Questo ci può lasciare distanti,
non le parole assenti.
Quelle non dette.
Quelle,
la mia sorgente non le conosce.