1953: Legge truffa – Oggi: Legge furba e anti-democratica

La cosiddetta Legge truffa del 1953 "introdusse un premio di maggioranza consistente nell’assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse raggiunto il 50% più uno dei voti validi."

Oggi basta avere il 37% per avere il 52/55 %.

Si eliminano i partiti minori:

(dall’articolo della La Repubblica )

– il 4,5% per i partiti in coalizione;
– l’8% per i partiti non coalizzati;
– il 12% per le coalizioni.

È prevista anche una soglia per le minoranze linguistiche nelle regioni che le prevedono: lo sbarramento è del 20% dei voti validi nella circoscrizione dove si presenta.

C’è poi l’accordo per la norma ‘salva Lega’: i partiti che ottengono il 9% in almeno tre regioni rientrano comunque in Parlamento.

Quest’ultimo aspetto è un regalo alla Lega; quindi ora conta di più essere forza locale (9%) che non una minoranza 19,9% (minoranze linguistiche), questo apre la strada alla divisione dell’Italia perché legittimerebbe la nascita di partiti locali dove i localismi sono superiori agli interessi nazionali.

Ah! Forse qualcuno vuole utilizzare la massima "dividi et impera".

Eliminando i partiti minori mancherà l’opposizione parlamentare, quindi essa  potrà essere solo extraparlamentare…

Perciò spazio a movimentismi e a probabile violenza.

La strada per per la democrazia con maggioranza relativa assoluta è la strada per una oligarchia condizionata, già etero-guidata dalla banche (vedi caso Bankitalia).

La democrazia nata dalla resistenza è ferita, ormai è un regime oligarchico.