Archivia 29 Gennaio 2014

1953: Legge truffa – Oggi: Legge furba e anti-democratica

La cosiddetta Legge truffa del 1953 "introdusse un premio di maggioranza consistente nell’assegnazione del 65% dei seggi della Camera dei deputati alla lista o al gruppo di liste collegate che avesse raggiunto il 50% più uno dei voti validi."

Oggi basta avere il 37% per avere il 52/55 %.

Si eliminano i partiti minori:

(dall’articolo della La Repubblica )

– il 4,5% per i partiti in coalizione;
– l’8% per i partiti non coalizzati;
– il 12% per le coalizioni.

È prevista anche una soglia per le minoranze linguistiche nelle regioni che le prevedono: lo sbarramento è del 20% dei voti validi nella circoscrizione dove si presenta.

C’è poi l’accordo per la norma ‘salva Lega’: i partiti che ottengono il 9% in almeno tre regioni rientrano comunque in Parlamento.

Quest’ultimo aspetto è un regalo alla Lega; quindi ora conta di più essere forza locale (9%) che non una minoranza 19,9% (minoranze linguistiche), questo apre la strada alla divisione dell’Italia perché legittimerebbe la nascita di partiti locali dove i localismi sono superiori agli interessi nazionali.

Ah! Forse qualcuno vuole utilizzare la massima "dividi et impera".

Eliminando i partiti minori mancherà l’opposizione parlamentare, quindi essa  potrà essere solo extraparlamentare…

Perciò spazio a movimentismi e a probabile violenza.

La strada per per la democrazia con maggioranza relativa assoluta è la strada per una oligarchia condizionata, già etero-guidata dalla banche (vedi caso Bankitalia).

La democrazia nata dalla resistenza è ferita, ormai è un regime oligarchico.

L’oro della Bankitalia sta per diventare delle banche private… !? C’è dell’altro?

Ho letto capendoci poco, una cosa è certa che le banche private si stanno appropriando dell’oro di Bankitalia. In origine le banche, che ora sono le maggior azioniste, erano pubbliche… quindi, cosa stanno combinando i nostri governanti?

Una cosa è certa che stanno correndo usando il decreto legge sull’Imu (quasi a nascondere  quello che stanno facendo) e che scadrà domani  (27 gennaio 2014) e che gli unici che si stanno opponendo sono quelli di M5S.

Quindi la Banca d’Italia diventerebbe una public company (forse l’unica al mondo) e con azionisti soprattutto costituiti da banche italiane.

Vi invio a siti per approfondire:

http://www.linkiesta.it/bankitalia-privati

http://corrieredellacollera.com/2014/01/12/perche-loro-bankitalia-appartiene-al-popolo-italiano-e-non-alle-banche-partecipanti-prima-parte-di-mario-esposito/

http://www.firstonline.info/a/2013/11/30/coltorti-che-pasticcio-la-riforma-di-bankitalia/7da48817-2cfa-49b2-be0d-b3e26de2d28f

27 Gennaio: Giorno della Memoria – Senza retorica: I deportati non furono solo ebrei

I deportati non furono solo ebrei

Categoria Numero di vittime Fonte del dato
Ebrei 5,9 milioni [187][188]
Prigionieri di guerra sovietici 2–3 milioni [189]
Polacchi non Ebrei 1,8–2 milioni [190]
Rom e Sinti 220.000-500.000 [191]
Disabili e Pentecostali 200.000–250.000 [192]
Massoni 80.000–200.000 [193]
Omosessuali 5.000–15.000 [194]
Testimoni di Geova 2.500–5.000 [195]
Dissidenti politici 1-1,5 milioni [senza fonte]
Slavi 1-2,5 milioni [187][196][197][198]
Totale 12,25 – 17,37 milioni

I triangoli

I prigionieri, al loro arrivo, erano obbligati a indossare dei triangoli colorati sugli abiti, che qualificavano visivamente il tipo di «offesa» per la quale erano stati internati. I più comunemente usati erano:

Un uomo con addosso lastella di David usata per identificare gli ebrei (1941)
  • Giallo: ebrei—due triangoli sovrapposti a formare una stella di David, con la parola Jude(Giudeo) scritta sopra
  • Rosso: dissidenti politici
  • Rosso con al centro la lettera S: repubblicani spagnoli
  • Verde: criminali comuni
  • Viola: Testimoni di Geova
  • Blu: immigranti
  • Marrone: zingari
  • Nero: soggetti “antisociali” e lesbiche
  • Rosa: omosessuali maschi

Dati rilevati da http://it.wikipedia.org/wiki/Olocausto

 

 

Legge elettorale tra rappresentatività e governabilità. Quindi all’erta sto.

Non sono un politico.

Non faccio politica militante attiva.

Non mi interessa questa politica del chi “buca lo schermo” perché possa rappresentarmi o governarmi.

Ma sono cittadino e quindi persona politica. Perciò faccio politica, tutti i giorni, nell’accettare o rifiutare scelte che vengono fatte da questa classe politica. Anche chi – non è il mio caso – rimane in silenzio sceglie e non dica minchiate sulla sua neutralità.

Non è importante per chi parteggio.

Invece è importante, qualsiasi sia la maggioranza, che la mia opinione sia rispettata e possa esprimere rappresentanze che possano supportare o opporsi a scelte non condivisibili.

Insomma il problema è rappresentatività e governabilità e non semplicemente la legge elettorale.

Bisogna quindi trovare un giusto equilibrio.

Rilancio la riflessione del post “Una premessa ” sul blog Malvino – di Luigi Castaldi.

“Prima di passare a discutere di sistemi elettorali, dunque, occorre avere ben presente che, in mancanza di una base elettorale che per sua natura sia incline a bipartirsi, e che anzi abbia inclinazione a frammentarsi (poco importa per quale motivo), considerare assolutamente preminente il principio di rappresentatività porta ineluttabilmente all’ingovernabilità, mentre ritenere assolutamente preminente il principio di governabilità porta ineluttabilmente a limitazioni del diritto di rappresentanza.”

“qui il nodo è assai intricato, perché, a penalizzare troppo il principio di rappresentatività in favore di quello di governabilità, si rischia una dittatura della maggioranza relativa, mentre al contrario il rischio è quello di una paralisi del potere.”

Perciò la questione non è chi ha fatto o chi difende l’Italicum ma se esso sia capace di costruire l’equilibrio tra rappresentanza e governabilità.

Chi, ora, realmente sta governando sono le banche e i suoi disponibili servitori – coscienti e incoscienti – perciò “punteranno tutto sulla soluzione del “governo della maggioranza – dittatura della maggioranza relativa”.

Quindi all’erta sto.

La promessa e l’inganno letti con le regole di Chomsky

Una delle 10 regole di Noam Chomsky: Creare il problema e poi offrire la soluzione. Vi rimando all’articolo di Repubblica, dove pomposamente si scrive ”

La promessa di Saccomanni: “Nel 2014 caleranno le tasse”

Sono anni che tutti dicono che lo avrebbero fatto mentre in realtà sono aumentate [creare il problema], perciò è giusto che avvenga? Certo che sì! [offrire la soluzione].

Quindi lo stato incassa meno, riduce i servizi, e il cittadino “paga” i servizi dai privati con costi più alti.

Ecco l’inganno! E qui si dimostrano le altre regole di Chomsky: Rivolgersi alla gente come a dei bambini e  Usare l’aspetto emozionale molto più della riflessione

È stata usata la parola promessa per attivare un aspetto emozionale.

Nel frattempo un’altra regola viene utilizzata: La strategia della distrazione; infatti non ci si rende conto – in generale – che anche se ci fosse la diminuzione delle tasse, i costi del vivere quotidiano – anche se diluiti nel tempo – sono aumentati.

Perché allora non ci si ribella?

Perché è stata applicata la regola: La strategia della gradualità; ci si sta abituando.

E infine l’altra regola utilizzata, ci dicono che abbiamo speso troppo; chi? e per chi? chi ha veramente utilizzato le ricchezze dello Stato per creare ricchezze di pochi e per pochi? Questo non viene detto, ma si sottolinea che non possiamo più permettercelo; così è stata attivata l’altra regola: Rafforzare il senso di colpa.

Siamo tutti così imbecilli? No, semplicemente loro usano un’altra regola: Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca.

“Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di cui dispongono e che utilizzano le élites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune molto meglio di quanto egli conosca sé stesso. Ciò comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un più ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la gente esercita su sé stessa.”

Perciò, quando chi comanda (ormai chi ha la maggioranza comanda invece di governare) non è esplicito con numeri e dati comprensibili a tutti e date di riferimento, vuol dire che stanno applicando la regola di Mantenere la gente nella ignoranza e nella mediocrità.

Insomma, come si dice, ce lo stanno “impizzzando” [inserendo, ma contiene l’idea della forzatura] a quel posto.

Aveva ragione Gennaro ‘o scarparo – il calzolaio

Gennaro, o’ scarparo, la scarpa prima di lavorarla la guardava con attenzione. Se la luce dell’esterno era inutile per osservare i piccoli segni dell’uso, allora accendeva una vecchia lampada con il braccio pieghevole.

«Ma che ti serve guardarla così attentamente?» chiedevo io, piccolo ospite, che rimanevo a osservarlo, attendendo che mi desse qualche spiegazione dei suoi segreti. E Lui sì che sapeva come si acconciano (aggiustano) le cose.

Perciò la scarpa l’osservava attentamente: «Devi capire come la consuma chi la porta. Le pieghe della pelle, osservare la parte più consumata della suola e del tacco.»

Insomma un bravo tecnico della scarpa, oggi avrei detto.

Un tecnico. Bravo. Non ho mai sentito qualcuno deluso; le scarpe le riparava e le faceva durare.

Ma…

Quante volte dopo averle osservate attentamente oscillava la testa: «Questa è da buttare.» E mi spiegava che non bastava riparare una cosa che di strada ne ha pestata e mette fuori i difetti di come era stata fatta. Allora va gettata via, se ne fa un’altra. Una scarpa vecchia, ben fatta, si può sempre riparare, si vedrà smunta e consumata, ma sarà comoda per camminare ancora.

Le scarpe vissute e fatte male si buttano. Altrimenti fanno male ai piedi. Se ne fanno di nuove.

Che senso c’è nell’acconciare questo sistema economico con vecchi metodi, quando ogni volta che si trova una difficoltà crea nuovi poveri e rafforza chi già era forte e protetto. Il sistema è difettoso. Non mi avete convinto, la crisi è stata creata per farmi camminare con una scarpa difettosa. Non c’è altro, mi dicono.

Non mi avete convinto.

Aveva ragione Gennariello, o’ scarparo. La scarpa si deve buttare… farne un’altra e nuova.

Lui – Gennariello – si che era un buon tecnico!